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La base militare di Zeljava, nel confine Croato-Bosniaco

La base militare di Zeljava, nel confine Croato-Bosniaco

Bosnia-Erzegovina
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La base militare aerea segreta Objekat 505, la più grande base aerea dei Balcani nell’epoca Jugoslava.

Quasi per caso, veniamo a conoscenza della base militare di Zeljava, situata nel confine tra Croazia e Bosnia e incuriositi dalla sua storia, dalle quasi inesistenti informazioni a riguardo e dal mistero che la circonda, decidiamo di integrarla nel nostro Tour tra Croazia e Bosnia che ci porta proprio in quelle zone.

Voluta dal Maresciallo Tito, fu costruita in totale segretezza tra il 1957 e il 1965 e costata ben 6 miliardi di dollari, fu all’epoca la base militare con il terzo aeroporto più grande d’Europa.DSC_0150_29568x19584

Quasi interamente sotterranea e composta da lunghi tunnel per un totale di circa 3,5 km, questa base aveva quattro ingressi/uscite dalle quali gli aerei potevano accedere direttamente alle piste, con cancelli di protezione pesanti ben 100 tonnellate ciascuno per resistere ad eventuali attacchi nucleari.

La base di Zeljava rappresentò la sede della 117 Fighting Aviation Regiment, costituita da due squadroni di aerei da combattimento MiG-21 e uno da ricognizione, per un totale di circa 80-120 velivoli. Fu costruita per poterci ospitare al suo interno ben 1000 soldati, 200 piloti e oltre 500 meccanici con riserve di cibo, corrente elettrica fornita da generatori, carburante e una propria fonte d’acqua per un fabbisogno di circa 30 giorni senza alcun tipo di rifornimento esterno.DSC_0144_29568x19584IMG_4390

Questa base militare fu utilizzata intensamente durante la guerra d’indipendenza Croata nel 1991, prima dall’esercito JNA e in seguito dai serbi sino al 1995, per poi essere completamente distrutta nella sua parte esterna durante l’arrivo delle truppe croate musulmane che avanzarono per la riconquista del territorio. Nonostante questo, la parte interna ricca di gallerie, tunnel e posizioni strategiche, fu invece riutilizzata dall’esercito Canadese, fino al 2004.

Attualmente la base viene utilizzata dall’esercito bosniaco per effettuare addestramenti canini per il ritrovamento di mine ed ordigni inesplosi con lo scopo di riuscire in qualche modo, nel tempo, a bonificare le aree ancora oggi disseminate di mine e ordigni in tutto il suolo Bosniaco.IMG_4389

Se decidete di visitare la base di Zeljava, fatelo con la massima prudenza senza MAI lasciare la strada asfaltata, poiché tutto il territorio circostante è ancora oggi cosparso di mine e ordigni inesplosi. Inoltre, se volete esplorare le gallerie fatelo solamente con del personale esperto che saprà organizzarvi delle escursioni dedicate e che vi coinvolgerà raccontandovi e spiegandovi le tante curiosità che riguardano questo luogo ricco di fascino e storia. Anche se noi non siamo riusciti a partecipare a questo genere di visita, speriamo di farlo al più presto e nel frattempo possiamo consigliarvi  come guida il nostro amico Francesco di Camelus Adventures, che con noi si è reso molto disponibile dandoci qualsiasi tipo di informazione chiedessimo.

La base militare di Zeljava è un luogo ancora poco conosciuto e frequentato, soprattutto dagli stranieri, l’ingresso non è non espressamente vietato ma trovandosi proprio in una linea di confine lo rende un luogo delicato in cui la polizia di frontiera potrebbe raggiungervi per chiedervi le generalità…non preoccupatevi, basterà esibire loro il passaporto e spiegare che siete li solo per curiosità e per scattare qualche foto.

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Noi, provenendo dai laghi di Plitvice e dirigendoci verso Bihac, per raggiungere la base abbiamo svoltato a destra seguendo le indicazioni per il villaggio di Zeljava situato a pochi passi dal confine Bosniaco. Proseguendo nella stessa strada e lasciandoci il villaggio alle spalle, arriviamo fino all’ingresso principale della base. E’ impossibile sbagliare, appena prima dei cancelli, si possono già vedere i resti dall’aereo Douglas C-47B Dakota che giace qui tra i rovi e le erbacce.

Noi affascinati non abbiamo saputo resistere alla tentazione di salirci per curiosare un po’ il suo interno e per scattare qualche foto. Successivamente abbiamo poi proseguito il nostro percorso fino agli ingressi dei 4 tunnel scavati nella roccia ai piedi della montagna, da dove entrarono e uscirono tra i più all’avanguardia aerei militari del tempo. Tutt’oggi qui, si respira ancora un’aria pesante carica di storia, guerra, conflitti e futili oppressioni che hanno ridotto un popolo in ginocchio e raso al suolo questi splendidi territori appena 20 anni fa.

⇒ Scopri tutto il nostro itinerario di viaggio qui: Tour tra Croazia e Bosnia ⇐

 


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4 Comments

  1. Lemurinviaggio
    settembre 2, 2016 at 5:12 pm
    Rispondi

    Il tipico posto in cui non riusciamo a resistere e sentiamo di dover infilarci in ogni dove per esplorarlo….
    In un certo senso ci avete salvato la vita avvisandoci che ci sono mine inesplose in giro. Quando capiteremo da quelle parti, seguiremo il vostro consiglio e ci affideremo ad una guida!

    • guardoilmondoda1oblo
      settembre 2, 2016 at 8:52 pm

      Un’altra cosa in comune da come vedo 😉 La prossima visita sarà fatta con una persona esperta che ci condurrà all’interno dei tunnel…non vediamo l’ora!!!

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