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Pantelleria, un micro-continente nel cuore del Mediterraneo

Pantelleria, un micro-continente nel cuore del Mediterraneo

Sicilia
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Un’isola per osservatori attenti e veri amanti della natura

 

Pantelleria, isola italiana di appena 80 kmq posta sotto il comune di Trapani, dista solo 67 km dalla costa tunisina ed ora sfideremo chiunque nel chiedervi se, oltre a questo, conoscete altro di questa splendida isola. Non crediamo… molto probabilmente, esattamente come noi prima del nostro viaggio lì, avrete semplicemente sentito parlare di lei in collegamento alle sue acque ricche di pescato o per il rinomato e famoso vino locale, il Passito di Pantelleria.

Carichi di entusiasmo perciò, siamo partiti alla scoperta di una Pantelleria poco conosciuta, raccontata ed ammirata e in alcuni casi forse anche mal interpretata. Questo perché, per la sua particolare natura vulcanica, viene da sempre poco presa in considerazione, erroneamente, dagli amanti del mare e perché poco si conosce di tutte le splendide cose che questa piccola isola è capace offrire.

La prima cosa che ci siamo chiesti infatti, dopo averla girata solo per qualche giorno, è stata questa: ma veramente esiste un’isola così particolare, con caratteristiche e peculiarità così uniche, diverse e concentrate in uno spazio così piccolo ed isolato nel bel mezzo del Mediterraneo?

Ebbene sì, Pantelleria si presenta proprio come un micro-continente racchiuso in soli 80 kmq di macchia mediterranea, con scenari che spaziano da splendide baie color turchese e ripide pareti rocciose che si tuffano in mare fino a Montagna Grande, che con i suoi 836 metri, domina l’isola e regala a Pantelleria un microclima assolutamente unico nel suo genere, capace di renderla tutto l’anno verde e lussureggiante.

Nel suo piccolo porticciolo il tempo pare essersi fermato nei primi decenni del dopoguerra, con strette viuzze ciottolate in cui si affacciano case ricostruite dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale e dove nel suo lungomare trovano ancora spazio piccoli e graziosi bar e ristoranti che propongono squisiti e semplici piatti locali, contraddistinti da una forte influenza arabo-siciliana. Il tutto, contornato dal famoso Passito di Pantelleria, un vino coltivato nei secolari terrazzamenti costruiti in pietra lavica da chi negli anni ha saputo sfruttare al meglio la terra e la particolare ed impervia natura di questo posto, per la propria ad altrui sopravvivenza.

Ma Pantelleria nasconde anche una storia antica, fatta di popoli primitivi come i Sesi, di romani che la occuparono militarmente per secoli e di una dominazione araba che lasciò per sempre segni forti e tangibili del suo passaggio, fino alla più recente e triste distruzione del vecchio porto durante la seconda guerra mondiale per opera dell’esercito americano.

Un miscuglio di influenze e culture che ancora oggi si respirano passeggiando tra gli antichi lastricati romani che si fondono con i nuovi tracciati dedicati al trekking e che conducono in quelle che un tempo furono le terme e le saune naturali delle antiche popolazioni che abitarono quest’isola.

Favare nel cuore dell’isola, rari specchi d’acqua e sorgenti termali nascoste nel sottosuolo marino conferiscono a quest’isola caratteristiche originali ed irripetibili, donandole un fascino tutto da ammirare.

E per chi pensa che Pantelleria non sia un’isola da mare, date un’occhiata qui: Pantelleria a mare a da amare

Ma torniamo ora a scoprire tutto ciò che rende interessante Pantelleria, sotto molteplici aspetti e attività:

Trekking

Per scoprire più profondamente Pantelleria e scorgere paesaggi mozzafiato, è possibile percorrere gli oltre 100 km di sentieri trekking tracciati e facilmente accessibili che si snodano all’interno dell’isola, immersi nel verde tra gli alti pini marini e i lecci che contornano tutta Montagna Grande e Monte Gibele. Un’esplosione di colori e di profumi che ci hanno accompagnato durante la nostra passeggiata nel percorso che, dal paesino di Siba ci ha condotto fino a Cuddia di Mida, in cui Daniele di Viva Pantelleria, la nostra guida, ha saputo regalarci preziose informazioni sulla conformazione del territorio di Pantelleria, sulle sue piante e sul perché un’isola vulcanica in cui non piove quasi mai, è possibile avere una natura così verde, rigogliosa e viva. Lo sbalzo termico tra il giorno e la notte, ci spiega, fa sì che si crei un elevato tasso di umidità che “innaffia” tutta la parte centrale e più elevata dell’isola e che, grazie al terreno così fertile e ricco di minerali, le piante e gli alberi trovano facilmente un ambiente idoneo per crescere velocemente.

In realtà sono molteplici i sentieri trekking non ufficiali e non segnalati e quasi tutti, collegati tra loro, danno la possibilità agli amanti delle lunghe passeggiate di scoprire gli angoli più inconsueti e nascosti di Pantelleria, perdendosi tra bassi vigneti di zibibbo e piante di cappero, oltrepassando antichissimi lastricati romani, muretti a secco e visitando originali e ormai abbandonati dammusi, cercando di scoprirne le origini e la storia.

Tuttavia, ciò che vi consigliamo è di affidarvi ad una guida esperta come abbiamo fatto noi, capace di farvi vedere e toccare con mano ogni più piccolo e nascosto aspetto particolare dell’isola, facendovene conoscere e apprezzare ogni angolo. Pantelleria per noi è stata una scoperta guidata passo passo tra storia e natura.

Wellness e terme naturali

Se pensate che per trovare delle “aree benessere” servano esclusivamente delle strutture apposite, vi sbagliate… a Pantelleria è possibile prendersi cura del proprio corpo con una Wellness tutta al naturale, infatti, essendo un’isola vulcanica e con la presenza di una profonda attività magmatica, nell’isola sono presenti diversi punti in cui è possibile godere di un sano e naturale relax terapeutico con: fanghi, acque termali a diverse temperature e con una singolare ed antichissima sauna all’interno di una grotta.

Avete mai pensato di poter disporre di una sauna usata dagli antichi romani con una vista panoramica mozzafiato?

Avete mai pensato di poter trovare sorgenti di acque termali all’interno di grotte marine?

Avete mai pensato di potervi farvi dei fanghi naturali in un lago vulcanico dalle mille tonalità di verde e azzurro?

Ecco… a Pantelleria tutto questo è possibile!

In località Bugebernel nord dell’isola, in una zona incontaminata ed immersa nella macchia mediterranea, con colori dalle mille tonalità azzurro verdastre che cambiano colore in base alla luce del giorno, troviamo il Lago o Specchio di Venere, una delle principali fonti termali di tutta Pantelleria. Nella sponda sud del lago, infatti, l’acqua fuoriesce dal sottosuolo ad una temperatura che varia dai 40 ai 50 gradi ed ha grandi proprietà terapeutiche, inoltre, i minerali che si depositano sul fondale melmoso fanno sì che quest’ultimo, spalmato sul corpo e lasciato asciugare per circa 30 minuti, crei un effetto scrub che lascia la pelle liscia e vellutata, una volta sciacquata nelle acque del lago stesso.

Poco lontano dal lago di Venere troviamo il piccolo paese di Gadir, dove, nel suo tratto di costa, si trovano le vasche di acqua termale più antiche di tutta Pantelleria, infatti, come recenti studi hanno dimostrato, in questa località nel periodo Punico, risiedeva un importante impianto termale e le piccole vasche scavate nella roccia che tutt’ora vediamo, risalgono proprio a quel periodo storico. Qui l’acqua che sgorga dal sottosuolo, ad una temperatura di circa 40 gradi, ha proprietà curative contro i reumatismi e molte sono le persone del luogo che durante il giorno vi si immergono. Durante le notti di luna piena queste vasche sono l’ideale per un bagno romantico con la propria dolce metà ammirando il mare, la luna e le stelle.

In località cala Nikà, tra gli scogli a pochi metri dalla riva, ci sono delle sorgenti d’acqua termale che si mescolano alla tiepida acqua di mare e sono raggiungibili con appena poche bracciate a nuoto dalla riva.

Lungo la costa, a poche centinaia di metri dal porto di Scauri, invece, si trovano delle grotte marine riscaldate dall’acqua termale che fuoriesce dal sottosuolo. Essendo isolate e non raggiungibili da terra, in queste grotte ci si può arrivare, come abbiamo fatto noi, con un’escursione in Kayak e se siete fortunati potreste trovarle, proprio per la difficoltà nel raggiungerle, completamente deserte e a quel punto rilassarvi distesi sui sassi bollenti, l’acqua termale e il vapore che fuoriesce dalle pareti della grotta, sarà un’esperienze piacevole e quasi irreale.

Percorrendo un vecchio lastricato romano che dalla contrada di Siba si inoltra tra le verdi pendici di Montagna Grande, si raggiunge la Grotta di Benikulà, una vera e propria sauna naturale usata fin dall’antichità. All’interno di questa grotta, con sedute in pietra lavica, si sprigionano bollenti vapori sotterranei che consentono di fare delle vere e proprie saune naturali e rigeneranti. La zona esterna è anch’essa sbalorditiva e si presenta come una piccola terrazza che si affaccia su piana Monastero che, con i suoi verdi vigneti contrasta lo sfondo blu del Mediterraneo, regalando una vista magnifica a chi decide di recarsi fin quassù. Un luogo antico, magico e surreale in cui regna pace e silenzio, rimasto intatto per secoli e secoli.

Storia di Pantelleria

E chi poteva immaginare che Pantelleria celasse una storia cosi particolare, travagliata ed interessante…

Percorrendo la strada perimetrale che, dal centro principale di Pantelleria si dirige verso sud, si possono incontrare delle grandiose e alquanto strane costruzioni in pietra lavica. Ci troviamo nel punto in cui, più di 3000 anni fa, risiedeva il popolo dei Sesi, un popolo arrivato presumibilmente fin qui dal nord Africa per estrarre e commercializzare l’ossidiana, una durissima pietra lavica usata come utensile da taglio e abbondantemente presente nell’isola. Il sito archeologico è composto per la maggior parte da enormi monumenti funerari circolari con un unico ingresso, da resti di fondamenta di abitazioni e da alcuni pezzi dell’antica cinta muraria che, un tempo, proteggeva il villaggio di questa civiltà primitiva di cui ancora oggi poco si conosce.

Con l’avvento dei metalli e dell’epoca del ferro, l’ossidiana lasciò il posto a questo nuovo materiale più resistente e di facile lavorazione e non essendoci più scambi commerciali, la civiltà dei Sesi iniziò piano piano ad inabissarsi verso il declino fino a scomparire del tutto.

L’unico modo per cercare di capire questa antichissima civiltà e scoprire i resti delle antiche tombe funerarie è mediante la spiegazione di un’esperta guida che saprà condurvi nel complesso ed articolato percorso, illustrandovene nel migliore dei modi tutte le caratteristiche (il sito archeologico è libero ed aperto a chiunque decida di soffermarsi ma, poiché non esiste un percorso guidato e tracciato, la comprensione in autonomia risulterebbe alquanto difficile e superficiale), proprio per questo noi ci siamo affidati ancora una volta alle esperte guide di Viva Pantelleria.

Passarono diversi secoli prima che un nuovo popolo decise di stabilirsi a Pantelleria e data la sua posizione strategica, i Cartaginesi decisero di colonizzarla creando un importante porto, non solo in grado di servire tutte le rotte commerciali marittime tra oriente ed occidente ma, vista la potenza bellica greca nel Mediterraneo, l’isola divenne anche un’importante base militare in grado di controllare tutti i traffici navali e commerciali del Nord Africa. Questo fino all’arrivo dei Romani che, con la loro supremazia, si insediarono militarmente nell’isola creando un periodo politicamente ed economicamente fertile. A testimonianza di questo, nell’isola vi sono diversi punti in cui è possibile scorgere le opere lasciate dal loro passaggio come ad esempio: sentieri lastricati, resti dell’antica acropoli e cisterne di raccolta dell’acqua (proprio in una di queste cisterne recentemente fu fatta una scoperta archeologica sensazionale, furono rinvenute due teste in marmo raffiguranti Giulio Cesare ed Agrippina).

Con il crollo dell’Impero Romano ed il passaggio dei Bizantini, di cui ancor oggi sull’isola si possono trovare delle tombe, nel 700 gli arabi conquistarono Pantelleria decimandone gli abitanti e favorendone così l’arrivo di berberi nordafricani che portarono con se nuove tecniche agricole e costruttive. Furono così costruiti degli edifici circolari al cui interno venivano coltivati agrumeti, piante tropicali ed oliveti protetti dal forte vento, furono risistemati i muretti a secco per la coltivazione dello zibibbo, furono modernizzati con tetti a cupola per la raccolta dell’acqua piovana gli antichi dammusi e furono nominate le contrade dell’isola con nomi prettamente arabi, nomi che tutt’ora i piccoli paesi mantengono.

Un viaggio nel tempo lungo secoli, ben visibile ad un occhio attento e curioso poiché, di tutto ciò, Pantelleria ne porta ancor oggi traccia ad ogni angolo, come una sorta di museo a cielo aperto.

Eno-gastronomia

Grazie all’ingegno e alla determinazione di tutti coloro che nei secoli abitarono quest’isola tanto arida quanto fertile, trasformando i ripidi pendii montuosi in appezzamenti di terreni coltivabili e terrazzando con dei muretti a secco gran parte del territorio, è possibile oggi la coltivazione dei capperi e dello zibibbo, i due prodotti trainanti e simbolo della terra di Pantelleria.

Da sempre infatti l’economia trainante dell’isola, non è la pesca come erroneamente si può immaginare, bensì l’agricoltura e in modo particolare la coltivazione e la trasformazione dell’uva, da cui viene ricavato il celebre e rinomato passito di Pantlleria. Proprio per questo, sono numerose le realtà che piano piano, negli ultimi anni, si sono trasformate da piccole e chiuse aziende agricole a pregiate cantine capaci di far conoscere e sfruttare al meglio il loro prodotto, questo non solo attraverso la vendita diretta ma offrendo delle speciali e prelibate degustazioni con prodotti tipici accostati ai loro vini. Un’esperienza e un’occasione da non farsi scappare se ci si trova a Pantelleria poiché, anche se non si è degli esperti in materia, ci vorrà ben poco per apprezzare la bontà di questi prodotti. Un esempio di questo è la cantina Basile in cui è possibile abbinare una passeggiata tra le vigne ad un’ottima degustazione dei loro vini accompagnati da formaggi e salumi, il tutto contornato da una magnifica vista sui bassi filari di zibibbo e dalla simpatia e cordialità dei due titolari, Fabrizio e Simona.

Dopo tutte queste esperienze, cosa possiamo dirvi di Pantelleria? beh… noi ci siamo divertiti a raccontarla a tutti come “un’isola didattica” in cui è possibile non solo percepire, ma bensì vedere e toccare con mano, una varietà infinita di argomenti e temi studiati da tutti noi nel corso degli anni. Un viaggio a cinque sensi tra la storia, la geografia e la scienza di un isola capace di racchiudere a sé un vero e proprio micro-continente in soli 80 kmq.

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2 Comments

  1. TravelCoastToCoast
    marzo 22, 2017 at 7:06 am
    Rispondi

    Bellissimo racconto, noi andremo a Pantelleria l’ultima settimana di Luglio! Speriamo di viverla a pieno come avete fatto voi…

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