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Veneto da scoprire: 4 percorsi ciclo-pedonali per scoprire i territori della Bassa Padovana

Veneto da scoprire: 4 percorsi ciclo-pedonali per scoprire i territori della Bassa Padovana

Veneto
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Un Veneto ancora tutto da scoprire quello situato nelle zone della Bassa Padovana, al di qua e al di là del fiume Adige, tra le provincie di Padova e Rovigo.

Quindi, se amate scoprire posti sempre nuovi lontani dai principali circuiti turistici di massa, siete alla ricerca di una gita fuori porta alternativa o semplicemente siete curiosi di scoprire un territorio in Veneto ancora poco conosciuto ed apprezzato, questo post fa per voi!Cicloturismo in Veneto

Vi raccontiamo, infatti, di com’è possibile, oggi, scoprire queste zone, a molti forse ancora poco note, in modo attivo divertente e a stretto contatto con il territorio stesso, grazie al progetto M’ARGINI, uno dei molti progetti sostenuti del Gal Patavino, realizzato per promuovere e riscoprire  quest’area, interessante, non solo dal punto di vista naturale ma anche storico, artistico ed architettonico. Luoghi che per secoli, a partire dall’XI sec., hanno visto il passaggio delle più nobili famiglie italiane, noti personaggi appartenenti al clero, monaci, viandanti, commercianti ed agricoltori.

Grazie al progetto #daicollialladige, promosso da varie associazioni locali e con il sostegno di dal Gal Patavino, quindi, abbiamo avuto il privilegio di scoprire qualcosa in più sul nostro Veneto, trovandoci di fronte ad opere, frammenti di storia e racconti di cui, noi stessi, ignoravamo completamente l’esistenza!

I 4 PERCORSI (ad anello) CICLO-PEDONALI NELLA BASSA PADOVANA:

4 itinerari diversi, tutti con un percorso medio di circa 35 km, tutti composti da alcuni tratti sterrati ed alcuni tratti asfaltati, tutti realizzati con lo scopo di far scoprire al visitatore  le meraviglie rurali di questo territorio ancora poco battuto dal turismo e sopratutto, tutti adatti a qualsiasi fascia di età e livello di allenamento.

Percorso 1: Badia Polesine – Sant,Urbano – Barbona – Lusia -Landinara – Badia Polesine

Percorso 2: Carceri – Vighizzolo d’Este – Piacenza d’Este – Piacenza d’Adige – Megliadino San Vitale – Ponso – Carceri

Percorso 3: Sant’Urbano – Vighizzolo d’Este – Villa Estense – Granze – Vescovana – Sant’Urbano

Percorso 4: Montagnana – Urbana – Merlara  – Casale di Scodosia — Montagnana

Il nostro è stato il Percorso 2:

Partendo dalla località Carceri la nostra prima visita è proprio l’Abazia di Santa Maria delle Carceri, un’abazia fondata dai Monaci Agostiniani nel XII sec., ceduta ai Monaci Camaldolesi attorno ai primi anni del ‘400 che la resero il gioiello che oggi vediamo ed infine soppressa e venduta alla nobile Famiglia dei Conti Carminati alla fine del ‘600, per far fronte alle spese di Guerra di Venezia (che a quell’epoca la amministrava in accordo con Papa Alessandro VII) contro i turchi. Cicloturismo in VenetoLa Famiglia Carminati trasformò l’abazia in una grande azienda agricola prima di cedere il tutto alla Parrocchia di Carceri, nel 1950. Da all’ora fino ad oggi si sono susseguiti una serie di numerosi restauri grazie al sostegno di alcune fondazioni, Enti Pubblici e Curia di Padova, tanto da creare un’esposizione permanente di moltissimi utensili, attrezzi ed oggetti di uso comune per la comunità contadina che visse in queste zone, dando vita al Museo della Civiltà Contadina (situato al primo piano del Chiostro). Da visitare oltre al Museo ci sono: il porticato d’ingresso, la foresteria, la Villa Carminati, la Chiesa, il battistero ed i due chiostri, uno Romanico del 1200 e uno Camaldolese del 1500.Cicloturismo in Veneto Cicloturismo in Veneto

Proseguendo lungo il nostro itinerario e percorrendo una serie di argini lungo il fiume Frassine ammiriamo, prima, l’Idrovora Vampadore, che costruita nel 1880 si mostra in tutta la sua bellezza all’interno di un edificio davvero sorprendente e, poi, il Ponte Bailey uno dei primi ponti completamente smantellabili e ri-montabili in qualsiasi posto, realizzati a scopo bellico, in legno e acciaio.Cicloturismo in Veneto

In zona San Vitale, oltre a fermarci per un gustoso pranzo presso la Locanda Ca’ Vejo, facciamo visita all’antica Chiesa dell’Aconense a Megliadino San Vitale in cui si trova un’antica icona, venerata fin in età longobarda, nascosta e protetta oggi da un’altra decorazione, dietro l’altar maggiore.Cicloturismo in Veneto

Infine, in località Ponso ci fermiamo per ammirare un’altra antica Chiesa risalente probabilmente al IX sec., si tratta della Chiesa di Santa Maria dei Prà (o dei Prati) detta anche “La Ciesazza”. Si tratta di un vero e proprio gioiello, fu infatti realizzata, in stile romanico, con vari materiali di spoglio di epoca romana (come possono testimoniare numerosi reperti ritrovati in quest’area) ed immersa nel verde della campagna dopo le bonifiche, realizzate per opera dei veneziani nella metà del ‘500. All’interno si possono ammirare alcuni affreschi, recentemente portati alla luce, risalenti alla metà del ‘300.Cicloturismo in Veneto Cicloturismo in Veneto

Un percorso, il nostro, che ci ha permesso non solo di scoprire alcune delle bellezze paesaggistiche di un’area rurale ancora poco esplorata,  ma anche di apprezzare un territorio dal fascino senza tempo e ancora molto legato alle tradizioni e alla vita quotidiana del passato.

Link utili: 

* Inoltre, vi segnaliamo che, nei mesi di giugno e luglio, per il progetto #DaiColliallAdige saranno organizzate alcune visite guidate gratuite – visite, escursioni a piedi e itinerari cicloturistici – per scoprire i Colli Euganei e la Bassa Padovana, il tutto accompagnati da guide esperte del territorio. Per conoscere il ricco calendario di appuntamenti cliccate QUI.

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